Traduzione: Comunicato spontaneo sulla manifestazione anti-WEF a Berna

Tema: Proteste
Data: 13/01/2018
Tradotto da: Pagina Facebook “RJG Bern”

(Foto: Fb – RJG Bern)

“Oggi a Berna circa 1000 persone si sono prese le strade per dimostrare contro il WEF e il capitalismo.

Malgrado l’elevata presenza di polizia e le massive provocazioni da parte di poliziotti in civile la dimostrazione ha potuto terminare autonomamente dopo oltre un’ora. Dopo il furore e il grande eco mediatico suscitato dalla partecipazione di Trump al forum economico mondiale abbiamo potuto portare oggi la nostra critica generale al WEF e al capitalismo nel complesso.

Il forum economico mondiale prova a porsi quale piattaforma per soluzioni costruttive ai problemi globali. È e rimane invece un incontro per le discussioni di un’agenda neo-liberale. Presumibilmente dovrebbero essere discussi problemi come i flussi migratori, l’oppressione delle donne*, la crisi della democrazia o del crescente nazionalismo. Ma uno sguardo all’incontro rivela che: I/le partecipanti all’evento sono proprio i responsabili dei problemi stessi.

Mentre persone vengono obbligate alla fuga a causa della sottrazione della terra o del degrado ambientale, aziende, istituzioni e Stati, che guadagnano grazie a ciò, si siedono insieme a Davos. Aziende che producono armi e tecnica per le guerre possono avere un momento di scambio indisturbato con rappresentanti statali, mentre milioni di persone fuggono da guerra e miseria. Al WEF non ci sono le persone in primo piano, bensì il profitto. Al WEF non ci sono salvatori e salvatrici, se non i/le colpevoli!

La critica del WEF al nazionalismo è altrettanto cinica. I capi di Stato e Ministr*che presenzieranno al WEF conducono una politica che pone il benessere dello Stato al di sopra di quello della società. Nella speranza di evitare la crisi, gli Stati giurano sull’unità nazionale. Fino a che non serve all’economia, le frontiere verranno chiuse per le persone, mentre il flusso transnazionale di denaro resterà intatto. Molti partiti e movimenti populisti di destra si lasciano dietro una grossa parte della conoscenza del capitale! Inveiscono contro migranti e beneficiari* dell’assistenza sociale e allo stesso tempo rappresentano gli interessi dell’economia capitalista.

Questi problemi non verranno risolti da coloro che li hanno causati. Il capitalismo e le sue politiche sono vicine all’abisso e gli Stati sono disposti, con molta violenza, a impedire i cambiamenti. I movimenti progressisti che vogliono affrontare i problemi alla radice vengono vietati e combattuti in tutto il mondo. Un movimento dal basso deve opporsi agli attacchi dall’alto e deve creare alternative a questa società non-solidale, oppressiva e violenta.”

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