Traduzione: “Passo passo nel profondo della dipendenza”

Tema: Economia
Data: 02/04/2018
Tradotto da: https://www.woz.ch/-87d8

La città di Basilea si trova da sempre in una relazione problematica con le aziende farmaceutiche. Ciò non è cambiato anche dopo 14 anni di governo a maggioranza rosso-verde. La discussione sul modello fiscale 17 pone la domanda: Quanto è intrappolato il PS in un matrimonio con le aziende multinazionali?

L’allora Consigliere Nazionale e di Stato del PS Remo Gysin cita il satirico politico tedesco Klaus Staeck: “Lo slittamento avviene in maniera millimetrica”. Gysin sottolinea che a riguardo pensa a Tony Blair, Gerhard Schröder e alla socialdemocrazia francese. E continua: “Il potere può condurre alla corruzione e all’autocompiacimento”. Così male non sembra però nel cantone Basilea Città. Qui ci sarebbe uno spiraglio di luce, una base viva della rappresentanza del PS nel Consiglio Nazionale e di Stato e della nuova presidenza. “Ma la maggioranza rosso-verde al governo dovrebbe governare in maniera più coraggiosa, con una visione generale delle cose, e appunto di sinistra”, si augura Gysin.

Egli per esempio non ha nessuna comprensione per coloro del governo basilese che hanno sostenuto l’indipendenza degli ospedali e delle cliniche, sui quali oggi il Gran Consiglio e il popolo non hanno praticamente più niente da dire. Gysin critica con ancora maggiore enfasi il modo in cui il governo di Basilea versa milioni di euro alle politiche borghesi di Basilea Campagna – dove la socialdemocrazia non è rappresentata nel governo – nei settori culturale, universitario e ospedaliero. Inoltre: Il governo basilese non tratta con l’industria farmaceutica sullo stesso piano. In ogni caso sarebbe stato possibile fare di più per il popolo cittadino nell’ambito della trattativa con Novartis sul sedime Rheinufer: “Questo me lo dissero in privato anche rappresentanti dell’industria farmaceutica”, conclude Gysin.

Scene da matrimonio
Dal 1984 fino alla sua mancata rielezione nel 1992 Gysin è stato direttore della salute del Cantone Basilea Città. La “Catastrofe di Schweizerhalle” all’allora Sandoz nel novembre 1986 accadde durante il suo mandato. Alla sua non-rielezione contribuì una campagna mediatica, che attribuì all’ispettorato della chimica da lui introdotto, la responsabilità per la delocalizzazione di un’aula di produzione di medicamenti di Ciba-Geigy in Alsazia originariamente pianificata a Basilea. Gysin non si lascia affibbiare però l’accusa dell’avversità ALLA farmacologia.: “Io sono cresciuto e legato alla chimica come tutti i basilesi. Un settore che ha bisogno di buone e pubbliche condizioni generali, ma a volte anche linee guida e confini.” “La regione di Basilea e la chimica basilese vivono in un matrimonio, per il quale non c’è possibilità di divorzio”, scrisse già la giornalista di sinistra Toya Maissen nel “Basler AZ” poco dopo “La catastrofe di Schweizerlhalle”. La frase venne citata dal PS Basilea Città nel 2016 in un’analisi storica al bando del giubileo “125 anni di socialdemocrazia basilese”. La storica Anglaia Wespe giunge alla conclusione che: “In tale matrimonio è l’industria farmaceutica a determinare il rapporto”. Il verdetto dell’analisi del proprio partito: “Il PS Basilea Città è diventato negli ultimi anni più amico dell’economia.”

Se si pensa alle frasi del 1986 e del 2016 in modo combinato, ci si pone la domanda: Anche il partito è imprigionato in un matrimonio irrevocabile con le società farmaceutiche multinazionali, le quali oggi contribuiscono comunque intorno al quindici percento delle entrate delle imposte totali del Cantone?

Se si ricapitolano gli ultimi anni la risposta è: Il PS si trova in un matrimonio con i suoi rappresentanti governativi. E il governo in una con l’industria farmaceutica. Quest’ultima però “porta i pantaloni” rispetto al Consiglio di Stato, e il Consiglio di Stato a sua volta “indossa le braghe” rispetto al partito (PS). Spinto dalla maggioranza borghese nel Gran Consiglio, questo sposta la pressione sul PS.

Un esempio attuale per questa asimmetrica poli-relazione è l’abrogazione della tassazione-Holding per aziende multinazionali. Quello già tentato con la riforma delle imposte per le aziende III (Riforma sociale), e ora riproposto con il “modello fiscale 17” è un tema nazionale, dovuto a pressioni internazionali. A Basilea Città invece i presagi sono altri: al momento l’83% degli utili delle aziende residenti a Basilea vengono tassate in maniera privilegiata. In poche parole: uno schiacciante 83%, il quale ancora non è stato tassato con l’aliquota in vigore di a malapena 20%, se non una quota tra l’8 e l’11 percento. A questi profittatori appartengono Novartis, Roche e Syngenta e probabilmente anche aziende di logistica attive a livello internazionale. La quota media d’imposta di tutte le aziende risiedenti a Basilea Città raggiungono momentaneamente il 12,6%, scrisse il dipartimento delle finanze lo scorso dicembre in riferimento al modello d’imposta 17.

Il PS Basilea Città è tuttavia venuto a sapere della dimensione di tale trattamento alternativo solo nel dibattito sulla riforma delle imposte per le aziende “USR III”. Attraverso quell’incredibile 83 percento la direttrice del dipartimento delle finanze Eva Herzog nella sua lotta per la riforma d’imposta delle aziende III voleva schizzare uno scenario schock Too-big-to-fail : Se la riforma (e con le sue nuove scappatoie legali come LE “Patent Box”) non avverrà il prima possibile, il mantenimento di tale tassazione sarà abolito senza sostituzioni, cosicché le multinazionali dovranno improvvisamente pagare le tasse sui loro profitti a quasi il 20% – e lo spazio economico di Basilea diventerà improvvisamente poco attraente per le aziende internazionali.

Eva Herzog va di fretta
Per anni Herzog non ha comunicato queste cifre – neanche internamente al partito. Quello che seguì dopo una fantomatica battaglia per una votazione nel 2012 : All’epoca la Giso, sostenuta dal PS e BastA!, condusse con successo una lotta nell’ambito della votazione contro la riduzione delle imposte aziendali prevista dal governo di Basilea, per la quale “solo le grande imprese ne avrebbero beneficiato”. Il fatto che le multinazionali non sarebbero state colpite dalla riduzione fiscale non è stato annunciato da Herzog, né sul podio, né sui media. Il “Basler Zeitung” disse invece che: “Il PS potrebbe anche sostenere questo modello è venderlo come sua propria vittoria.”

L’industria farmaceutica può in ogni caso confidare nelle “promesse matrimoniali” regionali anche nel 2018. Tanto quanto Novartis come Syngenta e Roche su richiesta affermano che esse conterebbero su un mantenimento o al massimo un rialzo leggero dell’imposizione d’imposta. La loro prognosi centra in pieno: con il modello fiscale 17 varrebbe una quota del 13% di tassazione sull’utile per tutte le aziende basilesi. Se si includessero le nuove scappatoie per i settori della ricerca, per le multinazionali resterebbe lo status quo. Novartis conferma al WOZ che un’attuazione/conversione rapida del modello d’imposta 17 sarebbe una delle sue priorità – in accordo con la direttrice delle finanze Herzog che sta spingendo per un’attuazione già il prossimo anno. Questa fretta, a sua volta, consente all’associazione padronale e alla maggioranza borghese del Gran Consiglio di opporsi alle misure di assistenza sociale proposte dal governo.

Il PS Basilea Città ha presentato nelle passate settimane un piano di attuazione ancora più sociale, lasciando intendere però già ai media che loro potrebbero vivere con il modello del governo. Ma come si sono pronunciati i socialdemocratici quando sono venuti per la prima volta a conoscenza della dimensione dei privilegi d’imposte a Basilea? “fummo sorpresi anche noi perché avevamo sempre parlato di una quota di tassazione dell’utile del 20%”, ha spiegato la gran consigliera Tanja Soland al colloquio con i media. Pascal Pfister, presidente del PS Basilea Città, ammette che si tratta di quote dumping in relazione agli standard internazionali. Egli reagisce in modo evasivo all’accusa di mancanza di critiche: “Abbiamo regolarmente discussioni interessanti e intense con la nostra gente nel governo.

L’abolizione della tassazione sulle holding è oggetto di pressioni internazionali. E il PS basilese sostiene il suo governo contro i borghesi nella difesa delle compensazioni sociali associate con suddetta abolizione. Pfister sembra non avere Speranza che questa suddivisione dei ruoli cambi: “Io personalmente considero una quota di tassazione del 13% troppo bassa, tanto inter-cantonalmente quanto anche nel contesto internazionale. A mio avviso ci vorrebbe una quota minima nazionale.”

Proprio il giorno dopo il colloquio con i media l’esperto dell’ONU per i diritti dell’uomo Juan Pablo Bohoslavsky ha pubblicato il suo rapporto sulla Svizzera. Nel quale il modello fiscale 17 viene criticato in maniera massiccia: “Questa politica di bassa tassazione porta a spostamenti dei profitti e riduce il gettito fiscale dei paesi in cui la maggior parte delle attività viene effettivamente svolta”, ritiene fermamente Bohslavsky. Nella sua essenza il modello fiscale 17 promuoverebbe un’eccessiva concorrenza fiscale, la quale condurrebbe a livello mondiale ad un crollo del gettito fiscale. I governi/esecutivi svizzeri dovrebbero pertanto insistere  tra le loro multinazionali sugli standard svizzeri in materia di diritti umani a tutti i livelli.

Hans Schäppi adotta una prospettiva simile. Anche lui arriva da fuori – cioè vive da oltre quarant’anni a Basilea, ma non si è mai concesso al suddetto atteggiamento di coppia. L’allora segretario dei lavoratori del settore chimico si adopera oggi presso l’organizzazione non governativa Multiwatch Basel, la quale esegue ricerche sulle violazioni Dei diritti dell’uomo delle imprese con sede in Svizzera. Fino ad ora A Basilea Multiwatch si è concentrata su Syngenta. “Ora vogliamo dedicarci a Novartis.” Per Schäppi Multiwatch è la conseguenza logica del suo lavoro sindacale: “La produzione con i suoi relativi problemi è stata dislocata all’estero – affinché anche la nostra base sindacale è stata cancellata. A Basilea restano solo le amministrazioni “pulite”, la ricerca e naturalmente i profitti.” Questo rende Multiwatch Basel ancora più impegnata nei confronti di coloro che devono convivere con le conseguenze delle pratiche commerciali delle aziende agrochimiche e farmaceutiche.

La lotta per il seggio al Consiglio degli Stati
Quale membro del partito di sinistra BastA! Schnäppi non ha mai avuto una particolare considerazione della maggioranza rosso-verde: “Già dopo le elezioni del 2004, quando i rosso-verdi hanno ottenuto la maggioranza, l’allora presidente del governo del PS Ralph Lewin aveva messo in chiaro che a Basilea non sarebbe cambiato molto.” Il consigliere nazionale PS Beat Jans guarda indietro alle elezioni del 20034 in maniera totalmente diversa. All’epoca egli era presidente di partito: “Rosso-verde a Basilea è una storia di successo: Abbiamo diminuito un alto tasso d’indebitamento, alleviato fiscalmente le basse e medie entrate e puntato al 100% sulle energie rinnovabili. Più di quel che mi ero aspettato.” Jans dice che il PS Basilea Città ha già dapprima rappresentato una politica proporzionalmente amica dell’economia, in maniera da finanziare la propria politica sociale. Questo corso sarebbe stato improntato dal 1997 dal vecchio consigliere di Stato Ralph Lewin: “Ma è anche vero che il governo odierno fa fatica ad accettare quando il partito (PS) difende un’altra posizione.”

Jans si esprime molto attentamente. Uno dei motivi è che a gennaio egli ha annunciato la sua candidatura per il Consiglio agli Stati per il 2019. È noto da tempo che Eva Herzog, la quale a causa di limiti di termine della sua carica deve uscire dal municipio, vuole inoltre entrare agli Stati. Jans ed Herzog si sono già contrapposti nella battaglia per la votazione della riforma fiscale per le aziende. La presentazione interna al PS sarà interessante: Molti nel partito non perdonano Herzog e la sua aggressiva lotta per un sì all’iniziativa fiscale per le aziende (USR III). Nel frattempo questa porta la sua eleggibilità in gioco fino al centro.

La Granconsigliera Tanja Soland si è già pronunciata in favore di Herzog. La stampa basilese concorda sul fatto che lo scopo principale della conferenza stampa sul modello fiscale 17 era di posizionare Soland come potenziale successore di Herzog  nel Dipartimento delle Finanze. Se dovesse diventare membro del Consiglio di Stato, dovrebbe occuparsi, come tutta la sinistra negli uffici esecutivi, della sentenza di Klaus Staeck: Lo scivolamento avviene per un millimetro.

(Foto: Istock; Montage: WOZ)

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