Traduzione: Cosa è l’IWW?

Tema: Lotta di classe
Data: 23/10/2017
Tradotto da: https://www.iww.org/content/about-iww

L’Industrial Workers of the World è un sindacato per tutt* i/le lavorat* del mondo. Un sindacato diretto da* mebr* stess* e dedicato all’organizzazione sui luoghi di lavoro, nelle industrie e nelle comunità. L’IWW si organizza per conquistare oggi migliori condizioni e costruire in un domani un mondo con un’economia democratica a livello di base. Vogliamo che i nostri posti di lavoro siano indirizzati a portare benefici per i/le lavorat* e per le comunità invece che per le tasche piene di padroni o amministrazioni.

Ci chiamiamo “Lavorat* industriali del mondo” perché ci organizziamo in maniera industriale. Continue reading Traduzione: Cosa è l’IWW? →

Traduzione: Comunicato sulla manifestazione Antifa di Soletta

Tema: Antifascismo/Traduzione
Data: 21/10/2017
Tradotto da https://barrikade.info/Communique-zur-Antifaschistischen-Demo-in-Solothurn-vom-20-10-2017-485?lang=de

“Siamo lieti che molt* solettes* e molte persone in generale abbiano risposto al nostro appello per la manifestazione contro fascismo, razzismo e sessismo a Soletta. Malgrado l’imprecisato dispiegamento di forze di polizia provenienti da quattro cantoni e i molti controlli di persona effettuati – in seguito ai quali alcun* hanno ricevuto un foglio di via – la gente non si è fatta intimidire. Così alla fine circa 250 persone si sono radunate al „Aaremürli“, ritrovo dell’annunciata manifestazione.

La massiva presenza di polizia in tutte le stradine e gli angoli ha reso percettibili insicurezza e nervosità. Con il presupposto di evitare un’escalation, si è venuto a creare un inizio serata ostacolato e incerto. Continue reading Traduzione: Comunicato sulla manifestazione Antifa di Soletta →

Antifascismo negli Stati Uniti; scorrimento di un conflitto con testimonianza dalla California

Tema: Antifascismo
Data: 09/10/2017
Di: RRN

Negli Stati Uniti i nazionalisti sono tornati allo scoperto. Il movimento Antifa ed altre forze militanti si stanno organizzando per contrastare il fenomeno tentando di scacciare la presenza neonazista dalle strade e dal panorama politico. Siamo stati ad una delle conferenze organizzate in alcune città svizzere, dove un militante antifascista in visita da oltre oceano ha fornito una descrizione informativa cronologica dello sviluppo del conflitto, tutt’ora in svolgimento. L’attenzione verrà posta in particolare sugli eventi che riguardano la zona della Baia di San Francisco, città definita dal compagno una sorta di “hotspot” dell’estrema destra statunitense. Dall’elezione di Donald Trump si sono verificati in particolare in questa regione diversi tentativi di “rally” (raduni) nazionalisti, contro i quali si sono presentate altrettante contro-manifestazioni di carattere antifascista. Il testo può presentarsi lungo nel suo insieme, questo può comunque essere sorvolato con gli occhi dedicandosi maggiormente ad alcune parti.

Ragguaglio storico

Sebbene gli Stati Uniti stessi siano fondati sul razzismo, i gruppi di stampo neonazista cominciarono a prendere piede nelle città solo durante i passati anni ’80. Questi commettevano aggressioni, omicidi, atti di vandalismo in particolare ai danni di persone con un passato migratorio. Visto che i metodi “social-liberali” (democratici) non servirono a bloccare l’ondata di violenza razziale, urgeva un altro tipo di azione. Nel 1987 nacque dunque a Minneapolis (Minnesota) il primo gruppo antifascista nordamericano organizzato sulla base dell’azione diretta. Il gruppo, chiamatosi “The Minneapolis Baldies”, – composto da punks e skinheads – riuscì a scacciare i neonazisti dai quartieri tramite attacchi costanti e impedendone la libertà di azione e di aggregazione. Ma il problema era lungi dall’essere circoscritto ad una sola città, infatti dalla fine degli anni 80′ fino a circa il 2001-2002 le strade di molte città statunitensi furono teatro di massive violenze razziali. I neonazisti versarono sangue e uccisero molte persone: migrant*, gays, trans, militanti antifascist*, della sinistra radicale e anarchic*. Il compagno tiene a sottolineare che negli Stati Uniti praticamente ogni militante antifascista ha perso qualcun* ucciso per mano/arma de* neonazist*.

(The Minneapolis Baldies – Foto da Fb: “The Minneapolis Baldies”)

Fu fondata dunque nel 1987 la “Anti-Racist Action” (ARA) – da membri dei “Baldies” e da altr* attivist* – nell’intento di creare una rete antifascista su un piano più ampio. L’ARA crebbe poi negli anni ’90 grazie anche al contributo del movimento rivoluzionario “Love and rage” il quale si impegnò nella creazione di nuovi gruppi in altre località. La lotta diretta riuscì a contrastare in maniera incisiva il fenomeno della violenza razziale, ma a caro prezzo: troppe perdite. Il periodo più nero durò fino al 2002 quando i neonazisti annunciarono una marcia a Washington D.C contro la quale venne organizzata una manifestazione. Ci furono degli scontri e lo svolgimento della marcia venne impedito. Quello fu il loro ultimo tentativo di mobilitare in massa. La rete antirazzista/antifascista riuscì nel frattempo a consolidarsi in particolare in nord America e in Canada, contrastando i neonazisti tramite l’azione diretta fino alla sua dissoluzione nel 2013 – anno in cui è nato l’Antifa, un gruppo unitario senza confini. Continue reading Antifascismo negli Stati Uniti; scorrimento di un conflitto con testimonianza dalla California →

“La Spagna è un paese con tradizioni democratiche” affermava la giustizia svizzera

Tema: Attualità-Repressione
Data: 02/10/2017
Di: RRN

Le immagini che giungevano domenica dalla Catalogna hanno fatto scuotere la testa anche ai più scettici liberal-democratici. La repressione messa in campo da Madrid per tentare di zittire un intero popolo è al di sopra di ogni standard dei Paesi dell’Unione Europea. Non che in questi casi le polizie ci vadano con i guanti di velluto, ma la violenza è mirata a determinate sfere della società come i movimenti anti-capitalisti più radicali. Corpi di polizia che prendono a calci un popolo intero sono invece scene che non si vedevano in Europa dalla fine degli anni ’30-’40. La resistenza passiva dei catalani esprime molto coraggio e determinazione. Come anche i pompieri nel stringersi in cordoni a difesa del popolo votante. Sono state occupate anche delle scuole per improvvisare dei luoghi di voto. Malgrado i brutali impedimenti della “Guardia Civil” e della polizia, questi non sono riusciti ad impedire l’accesso alle urne. Le forze repressive sono riuscite a impedire il voto nel 27% dei casi, tuttavia le persone bloccate avrebbero potuto votare comunque da un’altra parte. La percentuale dei voti persi è quindi più bassa. Il governo dichiara che non importano i risultati, il referendum verrà considerato illegale da Madrid. Annullamento burocratico già accaduto tra l’altro in Grecia nel 2015. Continue reading “La Spagna è un paese con tradizioni democratiche” affermava la giustizia svizzera →

Un No alla “riforma” della previdenza per la vecchiaia 2020 non significa un sì al “piano B” dei partiti borghesi

Tema: Economia/Votazioni
Data: 27/09/2017
Di: RRN

Domenica 24 settembre, il popolo svizzero ha bocciato la riforma delle pensioni promossa dal consigliere federale socialista Alain Berset e sostenuta dalle forze politiche di centro-“sinistra”. Frutto di un compromesso per contrastare il “Piano B” della destra e in nome del “male minore”, ricordiamo che il PS ha cercato di vender’ come vittoria una riforma misogina e ingiusta socialmente. La questione del male minore è solita saltare fuori quando qualcuno vuole seminare il panico tra la gente e giustificare il voto di leggi ingiuste, strumento politico usato per abituare la popolazione ad accettare tutto, un po’ alla volta. Continue reading Un No alla “riforma” della previdenza per la vecchiaia 2020 non significa un sì al “piano B” dei partiti borghesi →

Comunicato sullo sgombero della “Schwarze Erle” a Basilea

Tema: Attualità e repressione
Data: 26/08/2017
Tradotto da https://barrikade.info/Statement-zur-Raumung-der-Schwarzen-Erle-in-Basel-350?lang=de

Il centro abitativo e culturale “Schwarze Erle” é stato sgomberato in maniera infame mercoledì 23.08.2017. Una collaborazione – tra polizia e gente ambigua della cerchia della “sicurezza privata” – della quale nessuno vuole assumersi la responabilità.

Nonostante la casa sia stata occupata e resa viva da ormai due anni e mezzo con la tolleranza del proprietario (Signor Rösler), siamo stat*violentemente cacciat* senza preavviso con l’aiuto della polizia.

Non siamo solo noi ad aver perso la nostra casa, ma anche Basilea ha perso un posto importante. Un posto della diversità e della solidarietà; un centro culturale non commercializzato, dove per più di due anni centinaia di persone hanno preso parte alle attività organizzate. Settimanalmente c’erano pernottamenti da parte di persone che altrimenti non avrebbero avuto un tetto con l’unica alternativa di dormire per strada. La polizia ha aiutato gli interessi economici di una persona, il proprietario “legale”, in modo violento, distruggendo uno degli ultimi veri spazi culturali liberi a Basilea.

Non é questo il momento per tenere un monologo sulla necessità di avere case occupate e sul fatto che persone senza tanti soldi hanno grandi difficoltà a permettersi un appartamento. Ci si dilungherebbe troppo.

Solo una cosa: é ridicolo che una città come Basilea non riesca a rispettare un posto come la “Erle”, ma che al contrario agisca con violenza contro di noi e contro tutti i progetti, che vogliono essere liberi.

A questo punto vogliamo chiarire cosa é successo il 23.08 nella “Schwarze Erle”:

NON ABBIAMO IN NESSUN CASO LASCIATO VOLONTARIAMENTE LA CASA, MA SIAMO STAT* CACCIAT* SENZA ALCUN PREAVVISO IN MODO AGGRESSIVO DAL PROPRIETARIO E AVVOCATO SIGNOR PETER RÖSLER E DAI SUOI CINQUE SCAGNOZZI DELLA CERCHIA DI SWISSALLSECURITY (SAS) CON L’AIUTO DELLA POLIZIA. IL TUTTO NON ERA UN’OPERAZIONE DI PROTEZIONE, MA UNO SGOMBERO. SIAMO ARRABBIAT* E TRISTI. Continue reading Comunicato sullo sgombero della “Schwarze Erle” a Basilea →

Vietato “Indymedia Linksunten”

Tema: Attualità e repressione
Data: 25/08/2017
Tradotto dalla pagina Facebook “Anarchistische Gruppe Bern – Infoportal”

Stamattina il ministro degli interni tedesco ha vietato “Indymedia Linksunten” (di sinistra) dichiarandola un’associazione dell’estrema sinistra. Dopo che il portale “Indymedia” non veniva quasi più utilizzato (causa infiltrazioni della destra), “Linksunten” si è sviluppato anche in Svizzera quale piattaforma centrale di informazione. In relazione all’interruzione del sito internet e del divieto ci sono state anche numerose perquisizioni domiciliari. Se “Linksunten” resterà per sempre offline, si vedrà. Il sito si poggia su diversi server distribuiti in tutto il mondo, di modo che il contenuto di “Linksunten” non possa essere sequestrato così facilmente dalle autorità tedesche. Ciò nonostante il divieto mostra i rischi nell’era di internet. I media indipendenti, come anche l’utilizzo di Facebook, Twitter ecc… possono essere proibiti o censurati in ogni momento. Grandi portali conosciuti possono raggiungere molte persone grazie alla loro notorietà. Ci vogliono però strutture decentralizzate e back-ups nel caso una censura si protragga nel tempo. Tanta forza e coraggio a tutt* quell* colpit* dalla repressione.
Siamo tutt* Linksunten!

(Foto – FB Anarchistische Gruppe Bern – Infoportal)

Traduzione: Justiz auf Irrwegen – Giustizia fuori strada

Tema: Tutt* Liber*
Data: 16/07/2017
Tradotto da: http://www.tagesanzeiger.ch/schweiz/standard/justiz-auf-irrwegen/story/22472259

Di Nils Melzer, giurista e relatore dell’ONU sulla tortura dal 2016.

“Nelle settimane passate il Tribunale Penale Federale ha confermato l’estradizione di Nekane. Il giudice ha ritenuto di non dovere neanche comprovare la vasta documentazione relativa alle accuse di tortura pronunciate dalla prigioniera basca, questo in quanto la Spagna viene considerata dalla Svizzera un “paese con tradizioni democratiche”. Inoltre Txapartegi non ha contestato l’ultima istanza della giustizia spagnola – che riteneva le sue accuse non credibili – davanti alla corte dei diritti dell’uomo. Il giudice dell’estradizione non si può – secondo la giustizia svizzera – mettere al posto della corte per i diritti dell’uomo. L’argomentazione del giudice del tribunale penale federale è fuori strada per tre motivi. Continue reading Traduzione: Justiz auf Irrwegen – Giustizia fuori strada →

Trovato un accordo; lo sciopero è finito

Tema: Lotta di classe
Data: 16/07/2017
Di: RRN

Martedì 15 luglio i pirati e le piratesse del lago Maggiore hanno interrotto lo sciopero. Dopo 20 giorni di lotta è stato trovato – con il supporto dei sindacati SEV, Unia e OCST – un accordo con le autorità cantonali e comunali: tutt* i 34 dipendenti verranno riassunti nel nuovo consorzio con la Società Navigazione Lugano, potranno mantenere l’attuale cassa pensione (presso le Fart) e le attuali condizioni salariali per un anno. Nel 2019 verrà invece rinegoziato il futuro Contratto Collettivo di Lavoro. Per garantire la copertura dei salari durante il 2018 verranno stanziati 150’000 franchi dal Cantone e 50’000 dalla città di Locarno. “La decisione è stata presa d’urgenza senza chiedere contributo agli altri comuni della regione. Era importante mostrare sensibilità per gli/scioperanti e le loro famiglie, ma anche garantire un servizio ai turisti, fonte importante per la nostra regione” ha dichiarato Alain Scherrer – sindaco PLR di Locarno – ai microfoni della radio della Svizzera italiana. Continue reading Trovato un accordo; lo sciopero è finito →

“Giustizia” svizzera subordinata allo Stato torturatore spagnolo; tutt* in manifestazione!

Tema: Tutt* Liber*
Data: 13/07/2017
Di: RRN

Il Tribunale Penale Federale di Bellinzona ha respinto il secondo ricorso contro l’estradizione di Txapartegi Nekane. La decisione – resa pubblica giovedì 6 luglio – presuppone che quale sostenitrice di un’organizzazione considerata criminale dalla Svizzera (ETA – movimento separatista Basco), il reato sarebbe non estradarla. Sulle torture e le violenze sessuali subite da Nekane nei primi cinque giorni di detenzione in Spagna – sevizie durante le quali le venne strappata una confessione – il TPF afferma che non si possono dimostrare. Malgrado tali violenze siano ben’ documentate la corte si fa bastare una smentita di Madrid. La Svizzera quindi piuttosto di accusare uno Stato amico e membro della comunità europea di infliggere torture su* prigionier* politic*, preferisce essere complice e sbarazzarsi di Nekane. Tuttavia c’è ancora una possibilità di ricorso a cui la difesa della compagna si potrà appellare: la Corte di Cassazione. Si resta in attesa. Continue reading “Giustizia” svizzera subordinata allo Stato torturatore spagnolo; tutt* in manifestazione! →