In 700 per i/le 34 pirati e piratesse del Lago Maggiore, mentre i politici tentano di neutralizzare lo sciopero

Tema: Lavoro e Lotta
Data: 02/07/2017
Di: RRN

“Sciopero, sciopero, sciopero!”, bandiere alla mano i pirati e le piratesse del Maggiore escono a passo deciso dal “Debarcadero” di Locarno tra gli applausi e le grida dei circa 700 sostenitori, sostenitrici e collegh* di altri porti giunt* da diverse regioni della Svizzera e dell’Italia. All’assemblea giornaliera, i lavoratori e le lavoratrici hanno deciso di stare unit* alla testa del corteo, tutt* i/le  altr* al seguito. La manifestazione – autorizzata in trattativa da sindacati e polizia – è passata dalla stazione fino in Piazza Grande davanti al Municipio dove sono stati fatti degli interventi al microfono da parte di scioperanti, sindacalist* e turist*.

Durante la marcia solidale i sindacati comunicano la notizia che la Società Navigazione Lago Maggiore ha mandato una motonave con personale dall’Italia allo scopo di effettuare il collegamento Ascona – Isole di Brissago – Ronco S. Ascona tentando così di aggirare lo sciopero. Decisione presa – riferiscono i sindacati – su consiglio del Dipartimento del territorio, il quale pare fregarsene altamente de* scioperanti e delle loro rivendicazioni. Le dichiarazioni a riguardo da parte del governo ticinese per bocca del presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli (PS) assecondano la misura antisciopero: “Decisione discutibile ma tecnicamente ci sta tutta”. Cosa dovrebbe rappresentare questa dichiarazione? Bisogna passare a una sfida tecnica quando di mezzo c’è il futuro di molte famiglie?

La giornata di sabato ha dato molta forza morale a* scioperanti*, che si sono confermat* decis* e unit* nella lotta. In assemblea è stata rinnovata la decisione per il proseguo dello sciopero iniziato il 25 giugno ed è stata inoltre espressa anche una chiara rivendicazione: il supporto del governo svizzero e del Cantone per l’ampliamento delle FART (Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi) includendo il trasporto di navigazione. Questa soluzione permetterebbe il proseguo del servizio pubblico alle condizioni di lavoro del Regolamento organico FART–NLM. I/le scioperanti ribadiscono inoltre un chiaro no alla soluzione del consorzio con l’azienda privata della Navigazione Lago Lugano, la quale ha interrotto in marzo le trattative per il rinnovo del Contratto collettivo di lavoro. Assenza di un CCL che comporta un grosso peggioramento delle condizioni di lavoro; come 1’000 franchi in meno in busta paga e l’incremento della competizione e del conflitto tra lavoratori e lavoratrici.

Dopo la manifestazione, parte dei sostenitori e delle sostenitrici sono tornati al “Debarcadero” dove le compagne e i compagni del Collettivo Scintilla hanno organizzato una cena popolare solidale. Dopo una settimana stressante infatti, parte * scioperanti sono potuti tornare a casa a riposarsi con la consapevolezza che qualcuno sarebbe rimasto a garantire continuità e momenti di scambio sul tema al porto simbolo della lotta sul Maggiore. Le luci sono state spente verso le dieci lasciando il ricordo di una bella giornata nella memoria di molti.

Domenica 2 luglio: Interventi autoritari?
quando si stava avvicinando una motonave con passeggeri e personale provenienti dall’Italia, i lavoratori e le lavoratrici in sciopero hanno ribadito l’intenzione di non farla attraccare. Si sono dunque schierati insieme sul porticciolo con le bandiere alzate. Vista la chiara intenzione da parte della motonave di attraccare al porto, dei natanti e delle piccole imbarcazioni hanno solidarizzato attivamente mettendosi tra l’imbarcazione e il porto bloccandone il passaggio. La polizia, giunta rapidamente sul posto con una barca, ha respinto i/la solidali, permettendo  quindi alla motonave di attraccare. Una mossa forzata cautelata dalla Polizia ticinese sfidando * scioperanti in lotta. “Il Municipio adopererà tutte le sue forze per trovare una soluzione” aveva detto solo il giorno prima il vicesindaco di Locarno, Paolo Caroni (PPD)… Le uniche cose che pare possano spezzare e oltrepassare le frontiere – pur di fregare chi è sfruttat* – sono gli interessi capitalisti. E ora le forze dell’ordine cominciano a mettere ordine? Mentre si offre la privatizzazione quale unica soluzione, si sabota anche lo sciopero. Se è questo ciò che seminano, probabilmente non raccoglieranno altro che resistenza.

(Foto: sostenitore)

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