No alla PV 2020; qualche considerazione

Tema: Economia
Di: Partito Operaio Popolare

Il gusto della speculazione non manca alla socialdemocrazia ed ai sindacati favorevoli al PV 2020.

Il sistema pensionistico dei tre pilastri è ormai da anni costantemente in crisi, sia perché i conti non tornano, sia perché le pensioni sono basse e l’età di pensionamento è troppo alta per troppe persone. Rispetto ai conti è necessario specificare che l’attuale sistema non redistribuisce soldi abbastanza e solo con una maggiore redistribuzione si può dare futuro e sicurezza alle nostre pensioni.

Al contrario l’investimento massiccio nelle casse pensione private deciso nel PV2020, mette in pericolo anche i pochi diritti rimasti. Quando ci sarà nuovamente un grosso crac finanziario i nostri soldi nelle casse pensioni andranno in fumo, come è già successo nel 2008. Probabilmente la prossima volta sarà legato alla grossa bolla immobiliare che si sta creando con l’edilizia che cresce in doppia cifra da anni. La gestione di immobili e di fondi ipotecari è un’attività vitale per le casse pensioni viste le difficoltà sui mercati azionari.

Lungi dalla socialdemocrazia mettere in discussione l’attuale politica, figlia del compromesso che hanno trovato con i borghesi nel 1972 contro l’iniziativa per le pensioni popolari del Partito del Lavoro, oggi dopo non essere stati capaci di vincere un’iniziativa facile come AVS Plus in Svizzera tedesca, la sinistra parlamentare cede su tutto: età di pensionamento delle donne, rendite del secondo pilastro, aumento dei contributi Lpp e dell’IVA in cambio di 70.- fr e della falsa speranza che la crisi sia risolta.

Gridando al lupo al lupo i parlamentari di sinistra hanno assunto il compito della destra di tagliare nelle pensioni e rilanciare gli assicuratori privati.

Il secondo pilastro o meglio le casse pensione private, se passa la riforma, incasseranno oltre 3 miliardi di contributi in più ogni anno. Addirittura la nuova base di calcolo aumenta i contributi a carico dei bassi salari, secondo i socialisti questa sarebbe una conquista! Invece per chi lavora singifica dover pagare di più un assicuratore privato che negli ultimi 20 anni ha ridotto le prestazioni del 30%! Le casse pensione dovranno ancora garantire un tasso del 6.8% per quattro anni e poi si passerà al 6%, quindi nonostante una forte ricapitalizzazione, si taglierà comunque, chi ha meno di 50 anni pagherà molto di più per ricevere molto meno.

Per chi non crede alle favole di un capitalismo giusto è normale che gli 800 miliardi gestiti dalle casse pensione rendano meno dei 50 miliardi gestiti dall’AVS, ma pesano molto di più in parlamento, semplicemente perché ci sono di mezzo dei privati che lucrano e ungono. Come si fa a sostenere una loro ricapitalizzazione a suon di miliardi quando il fallimento del secondo pilastro è sotto gli occhi di tutti.

Il Parlamento per l’AVS – che è l’assicurazione pubblica e redistributiva – ha deciso un piccolo aumento dei contributi di soli 0,3 miliardi, ossia un decimo dell’aumento a favore dei privati.

Con questa miseria (si parla di 3.- fr al mese per chi guadagna 4’000.- fr) ci sarà un aumento delle rendite dei nuovi pensionati con un bonus di renziana memoria del valore di 70.- fr in buona parte finanziato con l’aumento dell’IVA. Le rendite AVS resteranno quindi ben al di sotto del mandato costituzionale che impone all’AVS di garantire il minimo vitale.

Da sempre il Partito del Lavoro propone un sistema interamente redistributivo, che in un paese ricco come la Svizzera potrebbe garantire di raggiungere l’età della pensione in salute e delle rendite dignitose a tutti e tutte.

 

Leave a Response